Maria Assunta

 

Nel cuore delle ferie e al caldo di questa torrida e umida estate celebriamo la solennità di Maria Vergine Assunta in cielo. Per molti è la festa di ferragosto, per altri una tradizione arricchita dalle iniziative paesane delle varie «sagre». Per la Chiesa è, invece, una solennità esaltante non solo per onorare la Madre di Dio, ma anche perché la sua esaltazione predice il suo destino. Continua a leggere Maria Assunta

La trasfigurazione di Gesù

 

 

Il racconto della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor è avvalorato dalla testimonianza di San Pietro, come si legge nella seconda Lettura della Liturgia odierna: «Vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favore artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli, infatti, ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: “Questi è il Figlio mio l’amato, nel qual ho posto il mio compiacimento”» (1Pt 1,16-17).

La trasfigurazione fisica di Gesù in un’irradiazione di luce è il riflesso della vita di Dio in lui. La Liturgia la comprende come atto pedagogico per preparare i discepoli a sostenere lo scandolo della croce e anticipare la meravigliosa sorte della Chiesa, suo corpo mistico ( dal Prefazio).

Per entrare nel mistero di questo evento storico si deve pensare che si tratta di Gesù nella sua realtà di uomo: l’uomo Gesù, fatto di carne, è stato trasfigurato. E ciò corrisponde alla visione di Daniele, comprensibile dopo questo evento, quando vide «un figlio d’uomo» (= un uomo) avvicinarsi al Vegliardo, la cui vesta era candida come la neve e i cui capelli erano candidi come la lana ed era seduto, come giudice re, su un trono, tutto infuocato e sorgente di fuoco, che avrebbe purificato l’umanità intrisa di ingiustizie. Gesù è l’uomo che partecipa della natura del Vegliardo (= Dio) e tra gli uomini la manifesta nella sua realtà di Essere Supremo, di fronte al quale saranno giudicate le genti. La visione di Daniele è una lettura teologica delle vicende della vita umana e conforta quanti, per la fede in Dio rivelato nella storia del popolo d’Israele, sono succubi della violenza di quanti pongono il principio di vita e della beatitudine dell’uomo in entità umane, materiali e limitate, chiudendo la vicenda umana nei confini della materia e nei rapporti limitati all’esistenza terrena.

Nella concretezza della sua persona e della sua storia Gesù riflette la gloria di Dio, perché se ne è fatto servo e, come lo afferma spesse volte, non compie la propria volontà, ma la volontà di colui che lo ha inviato. Si comprende che la storia umana non è un corso di eventi indecifrabili e scollati, ma è attraversata dal senso proprio della vita di Gesù. Solo in lui, trasformato dalla gloria e dal potere di Dio, l’uomo esce dall’oscurità del male e si introduce nella luce di Dio, assumendone la vita intramontabile e stabilendo con lui una piena comunione, che scardina ogni divisione, prodotta dal peccato, e compone l’unità fra Dio e l’uomo, secondo la finalità propria della creazione.

La grandezza dell’uomo Gesù risiede nella sua piena comunione d’intenti con il Padre, del quale tra gli uomini diventa il rivelatore, ossia rivelatore della sua volontà, che vuole salvare ogni uomo dall’oscurità del male. In questo senso la trasfigurazione di Gesù indica anche il futuro o la chiamata di ogni uomo, la cui massima aspirazione alla vita si concretizza nel camminare con Gesù, accogliendone l’insegnamento come via sicura alla purificazione dal male e alla condivisione della natura divina.

La trasfigurazione di Gesù avviene nel chiaro contesto della rivelazione di Dio. La presenza di Mosè e del profeta Elia ripropone l’azione di Dio attraverso i due personaggi emblematici della liberazione di Israele sia dal potere di autorità umane, quali l’Egitto, sia dal potere delle potenze spirituali malefiche, che sono ogni forma di idolatria verso entità accattivanti ma incapaci di assicurare all’uomo la vita e il benessere.

Gesù è l’unico uomo, in cui gli uomini possono confidare senza paura di essere smentiti. Egli attira su di sé la compiacenza del Padre e ne partecipa come Figlio l’amato i doni di vita e di salvezza per l’uomo. Il suo Spirito vive in coloro che gli obbediscono e si rendono sui discepoli sulle strade dell’umanità, condividendo come lui la gloria di Dio nell’umiltà della vita semplice e povera, come fu quella di Gesù conturbata dalle opere del male, ma non succube del suo potere.

 

  1. Tiziano Pegoraro rci

 

Il regno di Dio

 

           Le parabole parlano spesso del «regno di Dio». Cosa si intende con questa espressione? Si deve evitare soprattutto l’idea di un territorio dominato da Dio come autorità assoluta. Si deve evitare anche di concepire un rapporto di autorità piramidale. L’espressione indica la priorità di Dio su ogni cosa e persona come bene assoluto e come unica persona di riferimento. E’ l’accettazione di Dio nella realtà di Padre che ama l’uomo, nella realtà di Figlio che condivide appieno la vita dell’uomo, in particolare nella sua debolezza di peccatore, nella realtà di Spirito Santo che partecipa all’uomo la stessa natura divina coinvolgendolo nella relazione d’amore eterno. In modo essenziale l’espressione «regno di Dio» è il riconoscimento personale dell’uomo, che Dio è l’autorità primaria e si inserisce in modo proprio nelle vicende della sua storia personale. Continua a leggere Il regno di Dio

Il grano e la zizzania

 

           Il grano e la zizzania crescono assieme nello stesso campo fino alla maturazione, quando la zizzania sarà bruciata e il grano sarà posto nei granai pronto per essere trasformato in farina e in buon pane. La zizzania era stata seminata di notte dal nemico nel bel campo, dove il proprietario aveva seminato esclusivamente dell’ottimo grano. Al consiglio dei contadini di bonificare il campo, egli decide di non toccare nulla per paura di strappare anche la più piccola piantina di grano. Sarebbe intervenuto al tempo del raccolto, facendo una distinzione radicale tra il grano e la zizzania. Continua a leggere Il grano e la zizzania

Il seme della Parola di Dio

 

 

           La parabola del seminatore ha avuto una grande risonanza nella primitiva comunità cristiana. Lo si deduce dal primo posto, che occupa nella sezione delle parabole, e dal fatto che sia l’unica spiegata sia nel vangelo di Marco (4,13-20) che di Matteo (13,18-23). Il simbolo del seme applicato alla Parola di Dio è antico. Lo si ritrova nella terza parte del profeta Isaia (55,10-11). Nuova è la prospettica che la capacità generatrice della Parola possa essere limitata dalla natura del terreno. Più complessa è la simbologia a partire dall’identificazione della Parola di Dio con Gesù Parola del Padre inviata da Dio agli uomini per comunicare il suo piano di salvezza e per esserne il legame essenziale, irripetibile e immutabile come la storia di un uomo. Continua a leggere Il seme della Parola di Dio

L’alternativa della fede

 

 

 

           Il vangelo ci mette a contatto con il giubilo, che Gesù ha espresso al termine della missione galilaica dei suoi discepoli. Loda il Padre per aver guidato i piccoli ad accogliere la predicazione, che ha cambiato totalmente la loro vita in meglio. Restano inchiodati al loro posto i sapienti e i dotti: nel limite della loro scienza. Gesù, poi, invita tutti ad accogliere la sua Parola per trovare sollievo e ristoro nelle difficoltà esistenziali della vita. Mediante lui, infatti, l’uomo può giungere alla beatitudine e alla calma dello spirito nella conoscenza di Dio. Continua a leggere L’alternativa della fede

La testimonianza cristiana

 

Nessuna parte del vangelo è scritta per gratificare i suoi ascoltatori. Gesù non praticava la tecnica del seduttore. Giocava a carte scoperte e illuminava sempre più il suo futuro di passione, croce e morte unito alla gloria della risurrezione. E tale risurrezione era fondata sulla certezza che Dio Padre non abbandona il Figlio, obbediente fino alla morte, all’oscurità e alla solitudine della decomposizione del suo essere. Continua a leggere La testimonianza cristiana