L’incontro con Gesù

 

           C’è da credere che la chiamata al discepolato, almeno dei primi apostoli, sia più conforme al racconto dell’evangelista Giovanni. Vi fa da tramite Giovanni Battista, che al solo vedere Gesù, lo indica ai propri discepoli come il Salvatore. Usa un’espressione pregnante per un ebreo. Lo chiama «L’agnello di Dio». I suoi discepoli sono riportati all’origine della storia di Israele, al momento esatto della liberazione dall’Egitto, grazie al sangue dell’agnello pasquale. Risorge la sete di libertà e la gioia di poter seguire, finalmente, colui del quale era segno l’agnello immolato. Gesù è l’agnello, che Dio Padre offre per la liberazione dell’umanità da ogni vincolo di morte.

La voce di Giovanni Battista giunge anche a noi attraverso la Chiesa. Ella celebra il sacrificio dell’agnello di Dio e lo presenta ai fedeli prima della comunione con le stesse parole di Giovanni. E noi lo seguiamo, lasciando il nostro posto. Non vi dovremmo più ritornare! Dovremmo continuare a seguire l’Agnello di Dio, ormai in noi, verso la nostra liberazione. Continua a leggere L’incontro con Gesù

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LA VITA NEL MONDO

 

           Con la solennità dell’Epifania e la festa del Battesimo di Gesù la Chiesa ha espresso tutta la sua gioia per la vita, ora presente nel mondo. Non la vita cronologica, ma la vita totale, per la quale l’uomo è inserito nella vita di Dio.

Segno della vita è la luce, che non è materiale, ma la persona di Gesù.. La luce si contrappone alla tenebre, la cui realtà simbolica è presente fin dall’origine del pensiero filosofico e religioso. Per noi cristiani la luce indica la presenza di Dio, che sbaraglia il potere del male. L’umanità concreta di Gesù rende concreta la vittoria della luce sul male. Tutto cambia nel mondo: non siamo più sotto il potere della morte. In Gesù ci è offerta la vita. Un dono gratuito, ma non senza il dolore della ri-nascita. Perché la luce trionfi in te, devi fare, come scelta personale, quei passi, che ti distaccano dalle tenebre. Tutto ti viene dato gratuitamente, ma non senza la tua collaborazione, che indica la tua opzione per la vita e l’allontanamento dalle opere delle tenebre. Continua a leggere LA VITA NEL MONDO

SACRA FAMIGLIA

 

 

          

           Il vangelo del Capodanno racchiude la visita dei pastori a Betlemme, presso il luogo della nascita di Gesù, e l’imposizione del suo nome, al momento del rito della circoncisione nel tempio di Gerusalemme, entro il quadro della volontà di Dio. E’ una presenza invisibile, ma attiva. Nel mondo degli uomini è presente Dio. Li spinge a vedere quanto egli compie per loro e li predispone a compiere quanto desidera, perché il suo progetto di salvezza si compia all’interno della storia. Continua a leggere SACRA FAMIGLIA

Giovanni Battista

 

 

           L’austera presenza di Giovanni smorza il tono festoso di un Natale di luci scintillanti, di pastorali, di scambio di doni e del permissivismo che confina con il narcisismo.

In realtà l’abbigliamento di profeta, che viene dal deserto e smuove masse di persone, si combina bene con l’atmosfera della nascita di Gesù, avvenuta nella ruvidezza di una grotta in balia del rifiuto. Maria e Giuseppe non trovarono alloggio tra i pellegrini, ma dovettero adattarsi ad un riparo tra le vallate e i dirupi di Betlemme. La gioia della nascita di Gesù si amalgama con la povertà e la sofferenza. Così è di Giovanni Battista. Egli è l’amico dello sposo (Gv 3,29). Gioisce nel sentire l’avvicinarsi e la voce dello sposo, ma ha Continua a leggere Giovanni Battista

Vegliate!

 

           Il tempo liturgico dell’Avvento ci immette nella gioia dell’incontro con il Signore. Tale incontro si vive a tre livelli. L’incontro immediato, che mediante il commercio ha pervaso tutto il mondo nei suoi aspetti folcloristici come la luce, le luminarie, le melodie e la cucina, è il Natale. L’incontro definitivo è il passaggio da questo mondo alla vita eterna. L’incontro esistenziale è l’oggi della nostra vita. In questo contesto la prima domenica d’Avvento è come una frustata. Schiocca la voce del vangelo: «Non addormentatevi! Vegliate!» (cfr. Mc 13,37).

L’invito alle veglia è perentorio. Ci pone di fronte ad un momento chiave della nostra vita. Sarebbe un guaio irreparabile trovarsi addormentati in quel momento! Il vangelo secondo San Marco ne offre la ragione, proponendo un esempio tratto dalla vita normale. E’ come quando torna il padrone di casa. Allontanatosi per affari, torna quando gli è possibile. I servi, che avevano ricevuto delle incombenze, dovranno rendere conto, perché erano sati dotati di autorità necessaria per svolgerle. Il portiere sarà il primo a misurarsi con la reazione del padrone e poi ciascun servitore. Tutto lascia a credere che vi sarà un’ispezione e ciascuno sarà valutato per quanto ha operato, benché il testo del vangelo non si prolunghi nel dettaglio della rassegna come avviene nel racconto secondo San Matteo.

Il punto essenziale è aver vegliato per provvedere ai compiti assegnati. Ciò comporta l’attenzione sull’esercizio della responsabilità individuale. Alla fiducia mostrata dal padrone dovrebbe corrispondere la responsabilità dei servi e ciascuno nel grado delle consegne ricevute. A tutti è stato affidato il compito di interessarsi dei beni del loro padrone. Essi hanno potuto agire in suo nome e per suo conto nella protezione e nell’incremento dei suoi beni. La loro vita, sempre legata alla sorte del loro padrone, è ora elevata ad un grado supremo. Non sono trattati da servi, ma da confidenti, anzi da rappresentati del loro padrone. Il loro futuro è più che mai nello loro mani. Un simile compito non può essere esercitato con una mentalità menomata dal servilismo o alimentata dalla rivincita per approfittare della posizione ricevuta. Sarebbe un suicidio!

Il fatto che il testo evangelico ci lasci intuire il finale, lascia aperta sia la possibilità della ricompensa che del castigo. Più importante è valutare la fedeltà o l’infedeltà dei servi rispetto alla magnanimità del padrone, che con piena coscienza aveva promosso ciascuno alla dignità di sostituirlo negli affari di casa sua tanto che non sono nominati neanche i parenti. E’ la massima stima e fiducia verso i suoi servi. Perderla è la peggiore delle condanne.

L’ammonimento ad essere vigilanti e a non addormentarsi va preso in seria considerazione. Marco l’inserisce nel contesto delle difficoltà per vivere in un mondo non cristiano e senza sapere quando sarà il momento della venuta del Signore. Convivere in una società non cristiana comporta il pericolo del dubbio di fede. Spesso i suoi ideali esigono il coraggio della testimonianza, dell’agire contro corrente. Si può essere sottoposti al giudizio malevole di essere persone incapaci di usare della propria libertà o delle libertà di un pensiero indipendente da ideali preposti. Anche l’attesa dei frutti della fede potrebbe condurre il fedele ad una crisi interiore così da rivedere tutto il proprio credo.

In questo contesto di storia personale inserita nella mentalità del proprio vivere, l’ammonimento alla vigilanza dimostra tutta la sua forza. Persa, infatti, la fiducia nel Signore, non resta che la polvere della creta, di cui ogni uomo è fatto. L’esperienza della propria debolezza o delle proprie cadute è la prova che la fedeltà cristiana al Signore si fonda sulla piena fiducia in lui e sulla coscienza di aver ricevuto nella fede il meglio che si possa desiderare: prendere parte in modo personale alla vita di Dio.

 

  1. Tiziano Pegoraro rci

 

Il giudizio finale

 

La scena del giudizio finale è conosciuta sia da cristiani che da fedeli di altre religioni. La visione cristiana, tuttavia, è conforme alla verità, dedotta dalla rivelazione divina. Infatti solo Dio può conoscere come stanno le cose dopo morte. Egli le ha rivelate in Gesù, vero ed unico inviato da Dio per far conoscere agli uomini la verità che li salva. I discepoli di Gesù trasmettono fedelmente la sua rivelazione sia nella forma della tradizione cristiana sia mediante gli scritti sacri, raccolti nella Bibbia.

La terminologia «giudizio finale» esprime l’ultimo evento della vita umana, che finalmente appare sostanzialmente legata a Cristo Gesù. E’ di fronte a lui che saranno radunate tutte le genti, senza distinzione di cultura, razza e religione, nella loro dimensione Continua a leggere Il giudizio finale