La Santissima Trinità

 

           Conoscere Dio è stato il desiderio di ogni uomo a partire dalla percezione di se stesso e della creazione. Di Dio ragionano soprattutto i filosofi, che cercano di risolvere le domande sull’essere e giungere al senso della vita e al valore dell’esistenza dell’uomo. Vi sono filosofi, che negano l’esistenza di Dio e chiudono l’uomo nel materialismo, riducendolo ad un complesso di desideri ed istinti di natura simile alla materia. E’ una riduzione, che non rende ragione della verità, perché il fatto stesso di porsi una domanda e cercare una risposta esula dalla capacità della materia irrazionale.

La maggioranza dei filosofi ammette l’esistenza di Dio. Non tutti la spiegano allo stesso modo, ma convengono che essa si pone all’apice della conoscenza e della scienza e ha influenza sull’uomo, che non può vivere senza relazionarsi con Dio. L’esistenza di Dio non è una questione religiosa ma esistenziale.

Noi cristiani siamo tra coloro che non solo l’affermano, ma di Dio affermano la realtà di persona, nella sua massima espressione di amore, libertà e volontà. Nessun cristiano è giunto a scoprirla intellettualmente e nessuno ha ipotizzato la sua esistenza. La Santissima Trinità appartiene alla rivelazione di Gesù e di tutta la Parola di Dio espressa nei Libri della Scrittura dell’Antico e del Nuovo Testamento. Certamente è Gesù che l’ha confermata con la sua predicazione, ma ancor più con la sua esistenza sempre relazionata al Padre nell’amore dello Spirito Santo. Più che un problema filosofico è un dono di conoscenza superiore, che si ottiene facendosi discepoli di Gesù.

Egli non è mai vissuto come individuo, chiuso nella propria identità, escludendo la relazione. Ha sempre sottolineato di essere «Figlio» e di tessere necessariamente la sua relazione con il «Padre». Non è una relazione a partire dalla necessità biologica ma dalla necessità ontologica, ossia che lo tocca nel suo essere. Gesù si sente essenzialmente in relazione con colui che è origine della sua vita. Una madre non gli è necessaria, se non quando nella realtà altamente divina egli viene inviato dal Padre per divenire uomo in vista della salvezza di tutti gli uomini. Prima di questo evento Gesù esiste, in quanto ha ricevuto vita da colui che è vita e si dona, divenendo «Padre», datore di vita. Gesù Figlio avverte la necessità di un continuo ritorno al Padre per poter sussistere. Stabilisce una relazione circolare senza fine che gli consente di essere all’interno della vita, che è il Padre, e di condividerne la qualità eterna, non avendo il Padre altra sorgente di vita che se stesso.

Non è così nella nostra esperienza di uomini: siamo, infatti, tendenti verso l’esterno dei genitori e, pur portando i loro caratteri tipici, viviamo allontanandoci sempre più da loro tanto da formare una nuova, un’altra famiglia. Un ritorno ai genitori negherebbe la nostra libertà e impedirebbe lo sviluppo della nostra personalità. Diveniamo noi stessi, disperdendoci e moltiplicandoci. Per Gesù è il contrario: egli è se stesso nell’unione con il Padre ed afferma sempre più la propria identità all’interno della vita del Padre.

La sua dimensione circolare con il Padre non lo isola come in una forma di narcisismo, perché la sua relazione con il Padre è una realtà libera ed aperta all’amore tanta necessaria che senza di essa il Padre e il Figlio non potrebbero esistere. Tale relazione ha lo stesso carattere personale e si pone allo stesso livello del Padre e del Figlio: è lo Spirito Santo. L’incidenza sostanziale nella loro esistenza si nota nella concretezza dell’opera della redenzione. Gesù è cosciente di non averla resa completa senza affermare l’azione dello Spirito Santo in tutti coloro che sono i suoi discepoli. E’ inoltre cosciente che lo Spirito Santo è inviato come lui dal Padre e prende parte della sua stessa realtà di salvezza, così che lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, convogliando negli uomini la via che il Figlio riceve dal Padre.

La conoscenza più elevata della Santissima Trinità e della relazione sostanziale tra il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo è stata elaborata nella vita di fede, che la Chiesa ha formulato con l’aiuto della filosofia scolastica, nella quale convergono le ricchezze della massima filosofia greca laica: Dio lo riconosciamo non nell’unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza così da adorare la Trinità delle Persone, l’unità della natura e l’uguaglianza nella maestà divina.

 

  1. Tiziano Pegoraro rci

 

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