L’alternativa della fede

 

 

 

           Il vangelo ci mette a contatto con il giubilo, che Gesù ha espresso al termine della missione galilaica dei suoi discepoli. Loda il Padre per aver guidato i piccoli ad accogliere la predicazione, che ha cambiato totalmente la loro vita in meglio. Restano inchiodati al loro posto i sapienti e i dotti: nel limite della loro scienza. Gesù, poi, invita tutti ad accogliere la sua Parola per trovare sollievo e ristoro nelle difficoltà esistenziali della vita. Mediante lui, infatti, l’uomo può giungere alla beatitudine e alla calma dello spirito nella conoscenza di Dio.

 

Il giubilo di Gesù esprime l’ambiente di pace esistenziale, il culmine di una ricerca che conduce l’uomo alla gioia piena per aver raggiunto lo scopo delle proprie attese. E’ la soddisfazione simile a quella di Archimede, quando trova il principio logico della matematica e si esprime con grande sollievo: «Ho trovato» (= eureka).

 

Gesù esprime la propria gioia, perché finalmente mediante la fede nella sua parola gli uomini hanno trovato la via della vita. A dispetto di ogni pregiudizio sono «i piccoli» a raggiungere questo risultato, lasciando i dotti e i sapienti nei meandri della loro scienza. «I piccoli», che rispetto alla classe dei sapienti o dei grandi del mondo, sono coloro che si lasciano guidare e  istruire, giungono alla soluzione delle soluzioni e vengono a sapere che il fulcro dell’esistenza umana è la conoscenza di Dio. Una conoscenza non intellettuale, ma pratica simile a quella che ciascuno può avere vivendo con una persona in una vita d’amore o nel contesto di una professione, in cui nulla gli è nascosto. Ma a differenza di ogni altro sapere la conoscenza di Dio tocca il cuore dell’uomo, perché lo mette in relazione d’amore con il suo creatore e padre, che ha nei suoi riguardi il massimo rispetto e amore, avendo per lui inviato il proprio Figlio Gesù, quale unico mediatore tra Dio e l’uomo (1Tm 2,5).

 

La scoperta dei piccoli viene tradotta da San Paolo in un’espressione classica della spiritualità cristiana: vivere secondo lo Spirito e non secondo la carne (Rm 8,9). Ossia vivere secondo il modo di Gesù, dimora della Spirito Santo, come viene descritto al battesimo del Giordano. E’ l’uomo degli ultimi tempi, l’uomo non soggetto alla corruzione della morte tanto da essere risuscitato a causa della sua obbedienza al Padre, o meglio della sua vita interpretata non in modo egoista ma nella comunione con Dio. La vita secondo la carne non è la vita dei debosciati o dei malvagi, ma di coloro che la chiudono nelle strette della sapienza umana e non si lasciano guidare che dalla propria ragione. Sono, appunto, i dotti e i sapienti secondo i parametri umani. Non credono che ai risultati della ragione e della scienza, e nei casi inspiegabili si affidano al caso. Là dove si dovrebbe mettere in atto ogni conoscenza si abbandonano all’ignoranza, affidando a poteri occulti e irrazionali l’esito della loro esistenza o della vita del mondo.

 

La fede in Gesù è l’alternativa offerta da Dio all’uomo per la sua pienezza e per la più ampia conoscenza della verità, che sconfina non in una scienza oggettiva ma nella relazione più intima ed elevata, dove l’uomo si unisce a Dio. Il profeta Geremia ha parole poetiche e simboliche a tale proposito. Dice: «Il Signore crea una cosa nuova sulla terra: la donna cingerà l’uomo» (31,22). L’umanità in cerca di vita e ingannata nei propri desideri finalmente si incontrerà con colui che le darà vita in un rapporto di intimità e di pace nella reciproca fiducia. Mediante la persona di Gesù, sempre presente nella storia dell’umanità nei suoi discepoli, l’umanità si appaga di verità nell’amore, che l’unisce al Padre come a Lui Gesù è sempre vissuto nelle vicessitudini della sua esistenza.

 

La tentazione odierna è rinchiudere l’uomo nella sua scienza. Egli potrà godere solo dei surrogati della vita che talvolta fanno allibire come l’animalismo, che attira tante attenzioni per la vita degli animali e si disinteressa dell’uomo: un cucciolo d’animale vale molto più di un feto e di un bambino; lo scientismo che regola la vita dell’uomo secondo teorie dette scientifiche, quando per definizione la scienza è empirica e sempre riformabile (= si conosce solo il 10% dell’universo). La fede è l’alternativa oculata che Dio ci offre nel suo Figlio, perché possiamo giungere alla gioia del vivere e all’incontro esistenziale nell’amore con Dio e con il prossimo.

 

P. Tiziano Pegoraro rci

 

 

 

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