Archivi categoria: Uncategorized

Il grano e la zizzania

 

           Il grano e la zizzania crescono assieme nello stesso campo fino alla maturazione, quando la zizzania sarà bruciata e il grano sarà posto nei granai pronto per essere trasformato in farina e in buon pane. La zizzania era stata seminata di notte dal nemico nel bel campo, dove il proprietario aveva seminato esclusivamente dell’ottimo grano. Al consiglio dei contadini di bonificare il campo, egli decide di non toccare nulla per paura di strappare anche la più piccola piantina di grano. Sarebbe intervenuto al tempo del raccolto, facendo una distinzione radicale tra il grano e la zizzania. Continua a leggere Il grano e la zizzania

Il seme della Parola di Dio

 

 

           La parabola del seminatore ha avuto una grande risonanza nella primitiva comunità cristiana. Lo si deduce dal primo posto, che occupa nella sezione delle parabole, e dal fatto che sia l’unica spiegata sia nel vangelo di Marco (4,13-20) che di Matteo (13,18-23). Il simbolo del seme applicato alla Parola di Dio è antico. Lo si ritrova nella terza parte del profeta Isaia (55,10-11). Nuova è la prospettica che la capacità generatrice della Parola possa essere limitata dalla natura del terreno. Più complessa è la simbologia a partire dall’identificazione della Parola di Dio con Gesù Parola del Padre inviata da Dio agli uomini per comunicare il suo piano di salvezza e per esserne il legame essenziale, irripetibile e immutabile come la storia di un uomo. Continua a leggere Il seme della Parola di Dio

L’alternativa della fede

 

 

 

           Il vangelo ci mette a contatto con il giubilo, che Gesù ha espresso al termine della missione galilaica dei suoi discepoli. Loda il Padre per aver guidato i piccoli ad accogliere la predicazione, che ha cambiato totalmente la loro vita in meglio. Restano inchiodati al loro posto i sapienti e i dotti: nel limite della loro scienza. Gesù, poi, invita tutti ad accogliere la sua Parola per trovare sollievo e ristoro nelle difficoltà esistenziali della vita. Mediante lui, infatti, l’uomo può giungere alla beatitudine e alla calma dello spirito nella conoscenza di Dio. Continua a leggere L’alternativa della fede

La testimonianza cristiana

 

Nessuna parte del vangelo è scritta per gratificare i suoi ascoltatori. Gesù non praticava la tecnica del seduttore. Giocava a carte scoperte e illuminava sempre più il suo futuro di passione, croce e morte unito alla gloria della risurrezione. E tale risurrezione era fondata sulla certezza che Dio Padre non abbandona il Figlio, obbediente fino alla morte, all’oscurità e alla solitudine della decomposizione del suo essere. Continua a leggere La testimonianza cristiana

Il Santissimo Sacramento

 

 

           Nella tradizione cattolica la solennità del Corpus Domini esprime la risposta della comunità cristiana all’amore estremo, che Gesù ha per ciascuno di noi. Egli ha davvero donato se stesso per noi, offrendosi sulla croce per liberarci dal potere del peccato. Ma non è stato sufficiente. Egli vuole che ogni persona abbia l’esperienza del suo amore nonostante le nostre infedeltà. Lui stesso ha scelto il modo di rendersi presente in ogni epoca della storia. Questo modo straordinario e impensabile è l’Eucaristia. Continua a leggere Il Santissimo Sacramento

La Santissima Trinità

 

           Conoscere Dio è stato il desiderio di ogni uomo a partire dalla percezione di se stesso e della creazione. Di Dio ragionano soprattutto i filosofi, che cercano di risolvere le domande sull’essere e giungere al senso della vita e al valore dell’esistenza dell’uomo. Vi sono filosofi, che negano l’esistenza di Dio e chiudono l’uomo nel materialismo, riducendolo ad un complesso di desideri ed istinti di natura simile alla materia. E’ una riduzione, che non rende ragione della verità, perché il fatto stesso di porsi una domanda e cercare una risposta esula dalla capacità della materia irrazionale. Continua a leggere La Santissima Trinità

La Pentecoste

 

           La storia ci porta al cenacolo, dove si chiudono i discepoli per paura dei Giudei. Era un rifugio, perché era una casa privata, e i discepoli pensavano di passare inosservati. Era anche dove per l’ultima erano stati con Gesù ed erano stati testimoni delle sue parole straordinarie. Il pane e il vino lo avevano ricevuto come suo corpo e sangue. Lì, al cenacolo si sentivano al sicuro. Stavano comportandosi ancora una volta secondo le sue istruzioni: si erano raccolti in preghiera, attendendo il dono dello Spirito Santo. Cosa in pratica significava, non lo sapevano. Erano certi di essere stati consigliati per quanto era necessario alla loro vita, quella vita che ormai sapevano confinare con l’Eterno. L’apertura al mondo delle nazioni pagane e lo spazio sconfinato di territori sconosciuti, che sarebbero divenuti la loro casa e il luogo della loro predicazione, erano la prospettiva dell’ultimo comando ricevuto: «Andate in tutto il mondo e fate discepolo ogni popolo» (Mt 28,20). Come fare e quando e dove incominciare? Continua a leggere La Pentecoste